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Lo Stato Azienda: Quando il Pubblico Agisce Come un Privato

2025-07-08 21:07

Vincenzo Fiore

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Lo Stato Azienda: Quando il Pubblico Agisce Come un Privato

PremessaLa Crisi del '29, anche nota come Grande Depressione, fu una grave crisi economica mondiale iniziata con il crollo della borsa di New York il

Premessa

La Crisi del '29, anche nota come Grande Depressione, fu una grave crisi economica mondiale iniziata con il crollo della borsa di New York il 24 ottobre 1929, chiamato anche "Giovedì Nero". La crisi si diffuse rapidamente in tutto il mondo, causando una significativa riduzione della produzione, dell'occupazione, dei redditi e dei consumi. 

 

1. Lo Stato Azienda: Quando il Pubblico Agisce Come un Privato

1.1 Dopo il 1934 gli Stati hanno cambiato pelle. Ma possiamo ancora parlare di sovranità democratica?

Negli ultimi decenni si è diffusa, in ampi settori della società, una sensazione di distanza crescente tra cittadini e istituzioni. Le decisioni politiche sembrano rispondere più a logiche economiche che a bisogni reali. Sempre più persone si chiedono: chi comanda davvero? Lo Stato agisce per il bene comune o per interessi privati mascherati da interesse pubblico?

Secondo una lettura critica – fondata su analisi storiche, economiche e filosofiche – possiamo affermare che dopo la crisi del 1929, e in particolare dal 1934 in poi, molti Stati hanno iniziato a funzionare come vere e proprie imprese private, pur mantenendo un'apparenza pubblica.

1.2 Dalla crisi del ’29 alla rinuncia della sovranità

La crisi del 1929 mise in crisi il mito del libero mercato autoregolato. Gli Stati risposero con forti interventi pubblici, ma a partire dagli anni '70 tutto cambiò. Con la fine degli accordi di Bretton Woods e l’avanzare del neoliberismo, gli Stati hanno cominciato a cedere sovranità in tre campi fondamentali:

Sovranità monetaria, affidata a banche centrali “indipendenti” e sottratta al controllo democratico.

Sovranità economica, subordinata alle logiche della competitività e del debito.

Sovranità politica, spesso compressa da trattati internazionali e vincoli di bilancio imposti da organismi sovranazionali (FMI, BCE, UE, WTO...).

Questi processi hanno reso gli Stati simili a grandi soggetti economici: strutture che cercano di “funzionare bene”, ma misurando il proprio successo in termini aziendali, non civici.

1.3 Stato o azienda? Le funzioni si privatizzano

Oggi lo Stato:

Emette debito verso investitori privati;

Privatizza sanità, istruzione, energia e trasporti;

Riduce i diritti sociali a “servizi a domanda individuale”;

Taglia la spesa sociale in nome del pareggio di bilancio;

Agisce sotto il ricatto dei mercati e delle agenzie di rating.

Insomma, lo Stato conserva la forma dell’ente pubblico, ma opera con la logica di un ente privato. I cittadini diventano clienti. I diritti diventano prestazioni. La politica diventa gestione. La democrazia diventa immagine.

1.4 La forma giuridica resta, ma il contenuto è cambiato

Formalmente, nulla è cambiato: gli Stati sono ancora enti pubblici secondo il diritto internazionale. Ma nella pratica, i loro poteri reali si sono trasformati:

Le scelte fondamentali non si prendono più nei parlamenti, ma in sedi tecnocratiche;

La finanza globale detta le priorità;

I cittadini possono solo votare, ma non decidere.

Questo fenomeno, che alcuni studiosi chiamano aziendalizzazione dello Stato, rappresenta un pericolo enorme per la democrazia e per l’autodeterminazione dei popoli.

1.5 Cosa possiamo fare: ripartire dal basso

Noi di ACAiM crediamo che questa trasformazione debba essere non solo denunciata, ma superata con azioni concrete. Non si tratta di restaurare lo Stato del passato, ma di costruire un nuovo modello, dove il potere torni davvero ai cittadini.

Per questo proponiamo:

Il Referendum Propositivo Vincolante, strumento di democrazia reale;

L’autogoverno territoriale, attraverso reti di comitati, associazioni e cittadini attivi;

La riappropriazione dei beni comuni, a partire dalla scuola, dalla sanità e dal territorio;

Una nuova cultura politica, che rifiuti la delega e metta al centro la responsabilità collettiva.

Il nostro obiettivo è chiaro: Restituire il Paese a chi lo abita, lo vive e lo costruisce ogni giorno.

 

Per approfondire

Se vuoi saperne di più, ti consigliamo alcune letture:

Michel Foucault – Nascita della biopolitica

Saskia Sassen – Espulsioni

Loretta Napoleoni – Economia canaglia

Wolfgang Streeck – Tempo guadagnato

Massimo Fini – Sudditi

Oppure partecipa a uno dei nostri incontri pubblici: nei quartieri, nelle scuole, nelle piazze. Lì dove la politica ricomincia dal basso.

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