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Come nasce la moneta moderna.

2025-10-27 11:40

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Come nasce la moneta moderna.

Come nasce la moneta moderna.Vediamolo con chiarezza, senza tecnicismi inutili.Quando una banca ti presta 30.000 euro, non ti consegna denaro già esis

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“Capire dove nasce il denaro è il primo passo oer cambiare la società”

Come nasce la moneta moderna.

Vediamolo con chiarezza, senza tecnicismi inutili.

Quando una banca ti presta 30.000 euro, non ti consegna denaro già esistente nelle sue riserve.

In realtà, crea nuovo denaro nel momento stesso in cui concede il prestito.

- Come funziona tecnicamente

1. Tu firmi un contratto di mutuo o di prestito per 30.000 €.

2. La banca registra due voci contabili:

Attività (a suo favore): il credito verso di te di 30.000 € (cioè il tuo debito).

Passività (a tuo favore): il deposito sul tuo conto di 30.000 €.

Quell’accredito sul tuo conto non viene prelevato da nessun conto preesistente: viene creato dal nulla con una scrittura contabile.

3. Tu ora puoi usare quei 30.000 € per fare pagamenti. Se li spendi, ad esempio per comprare un’auto, la banca del concessionario riceve i fondi e il sistema bancario nel complesso si adatta compensando riserve (cioè regolando i conti tra banche tramite la Banca Centrale).

- Le riserve

Le riserve (cioè i depositi che le banche tengono presso la Banca Centrale) servono solo per regolare i pagamenti tra banche, non per "finanziare" direttamente i prestiti.

Se molte persone trasferiscono i soldi a conti in altre banche, la banca che ha concesso il prestito potrebbe dover attingere un po’ di riserve per regolare i pagamenti.

Se le riserve non bastano, le ottiene dalla Banca Centrale, che può:

concedere prestiti interbancari,

o fornire liquidità acquistando titoli o accettando garanzie.

Quindi sì: la banca crea moneta bancaria (depositi) quando presta denaro.

Questa è moneta "scritturale" o "creditizia".

Non è “stampata” fisicamente, ma è denaro reale per l’economia, perché può essere speso e trasferito come qualsiasi altro deposito.

Solo la Banca Centrale “stampa” moneta di base

Banconote e riserve = moneta della Banca Centrale.

Depositi bancari = moneta bancaria privata, creata dai prestiti.

Nel sistema moderno, la maggior parte del denaro in circolazione (oltre il 90%) è moneta bancaria creata dai prestiti, non da banconote della Banca Centrale.

Sembra che le banche “prestino” qualcosa che hanno, ma in realtà creano ciò che prestano.

Capire questa verità cambia tutto

Quando pensiamo a un prestito, immaginiamo che qualcuno ci dia una parte dei propri risparmi, come accade tra persone.

Ma per una banca non funziona così:

non toglie soldi a nessun altro conto,

non usa riserve già esistenti,

semplicemente crea un deposito dal nulla, digitando cifre nei propri registri elettronici.

E il paradosso è che:

tu dovrai restituire denaro reale, guadagnato con lavoro, tasse o vendite,

mentre la banca ha creato il prestito con un click, incassando interessi su qualcosa che prima non esisteva.

“Facile prestare denaro”, ma difficile per chi lo riceve

Esatto: per la banca il prestito è solo un’operazione contabile.

Per il cittadino, invece, significa anni di lavoro per restituire capitale e interessi, cioè più denaro di quello che è stato creato.

E questo genera un effetto sistemico:

per pagare tutti i debiti servono altri prestiti, cioè altra moneta creata da nuove banche → un meccanismo che deve crescere continuamente per non collassare.

- Un sistema fragile

Quando le banche smettono di prestare (perché temono rischi o la gente è troppo indebitata), la quantità di denaro in circolazione diminuisce.

Ecco perché in crisi economiche lo Stato o la Banca Centrale intervengono “immettendo liquidità”: in pratica, ricreano denaro per evitare che il sistema si svuoti.

- Il nervo scoperto del sistema monetario.

Sì, il sistema si regge sul presupposto che la maggior parte dei debiti venga restituita (o rinnovata).

Se troppi debitori non restituiscono, il sistema entra in crisi.

Vi spieghiamo perché, in modo chiaro e senza formule.

1. Quando prendi un prestito

La banca crea denaro (il deposito) e crea un credito verso di te (il tuo debito).

Nel suo bilancio:

Attivo → +30.000 € (prestito a Vincenzo)

Passivo → +30.000 € (deposito sul conto di Vincenzo)

Il sistema ha nuova moneta in circolazione (il tuo deposito).

2. Quando restituisci il prestito

Quando ripaghi il debito (capitale + interessi):

La banca cancella contemporaneamente il credito e il tuo deposito.

- In pratica, il denaro che aveva creato sparisce: viene distrutto.

Perciò il denaro bancario esiste solo finché il debito esiste.

3. Se non lo restituisci

Il credito che la banca ha in attivo diventa “cattivo” (un credito inesigibile).

Ma la banca ha ancora in passivo i depositi (cioè i soldi che altri clienti hanno sul conto).

 Quindi il suo bilancio si squilibra.

Se accade su larga scala (molti prestiti non restituiti), la banca:

rischia di non poter restituire i depositi ai clienti,

perde fiducia,

può fallire o essere salvata dallo Stato (cioè dai cittadini).

4. Il sistema “va in tilt” se troppi non ripagano

Esatto.

Perché i soldi creati dai prestiti non vengono restituiti → le banche accumulano perdite → tagliano nuovi prestiti → circola meno denaro → le imprese chiudono → aumenta la disoccupazione → ancora più insolvenze.

È un effetto domino.

Ecco perché, paradossalmente, il sistema deve far crescere continuamente il debito per non implodere.

Serve sempre nuova moneta creata da nuovi prestiti per coprire i vecchi.

--- In sintesi

Fase Effetto

Prestito concesso Denaro creato

Prestito restituito Denaro distrutto

Prestito non restituito Perdita per la banca, rischio di crisi

Troppi insolventi Sistema bancario in tilt

Ecco perché alcuni economisti (come Hyman Minsky, Soddy o più recentemente Keen) dicono che il nostro sistema è intrinsecamente instabile, perché si fonda sul debito come unica fonte di moneta.

 

FONTI:

Ecco una selezione di fonti attendibili e verificabili, divise per categoria.

Fonti istituzionali e normative

a) Legislazione italiana

Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993) – disciplina l’attività bancaria e creditizia, compresi i contratti di mutuo e la cessione dei crediti.

Legge 108/1996 – Disposizioni in materia di usura.

Legge 3/2012 (ora confluita nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, D.Lgs. 14/2019) – disciplina il sovraindebitamento e le tutele per i cittadini non fallibili.

Codice Civile, artt. 1260–1267 – Cessione dei crediti.

D.Lgs. 58/1998 (TUF) – norme sulle società di cartolarizzazione (SPV) e sugli investitori istituzionali.

b) Fonti europee e regolamentari

Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR) e Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) – requisiti patrimoniali e vigilanza prudenziale.

Regolamento (UE) 2017/2401 e 2017/2402 – cartolarizzazioni e mercati di NPL (Non Performing Loans).

Linee guida EBA (European Banking Authority) sui NPL e sulla gestione dei crediti deteriorati, pubblicate nel 2018 e aggiornate nel 2020.

Documenti BCE sulla “Riduzione degli NPL nell’area euro” (2017–2023) – analisi del mercato dei crediti deteriorati e delle strategie di vendita.

2. Fonti economiche e analisi indipendenti

Banca d’Italia

“I crediti deteriorati delle banche italiane”, Questioni di Economia e Finanza, n. 374 (2017).

Relazione annuale 2023 – capitolo su qualità del credito e cartolarizzazioni.

BCE (Banca Centrale Europea)

“The role of non-performing loans in the euro area”, Occasional Paper n. 195 (2017).

“ECB Banking Supervision: NPL Guidance” (2020).

Fondo Monetario Internazionale

Global Financial Stability Report (capitoli sulle cartolarizzazioni dei crediti deteriorati, varie edizioni 2018–2022).

Basilea (BIS – Bank for International Settlements)

Basel III Framework (2023 revision) – definizioni di esposizioni deteriorate e requisiti di copertura.

3. Fonti accademiche e critiche sul sistema del credito

Richard A. Werner, “Can banks individually create money out of nothing? — The theories and the empirical evidence”, International Review of Financial Analysis, 2014.

> Studio empirico che dimostra come le banche creino moneta al momento della concessione di un prestito.

Steve Keen, Debunking Economics (2011) – analisi della creazione del credito e delle distorsioni macroeconomiche generate dal debitoe privato.

Hyman P. Minsky, Stabilizing an Unstable Economy (1986) – la dinamica instabile del credito e delle crisi.

Joseph Stiglitz, Il prezzo della disuguaglianza (2012) – il credito come strumento di potere e redistribuzione verso l’alto.

Federico Caffè, Lezioni di politica economica (1988) – critica all’eccessiva privatizzazione della moneta.

4. Fonti divulgative e giornalistiche italiane

Banca d’Italia, “Glossario di educazione finanziaria” – sezione “Cessione del credito”, “NPL”, “Mutuo”.

Il Sole 24 Ore, dossier “Crediti deteriorati e cessioni” (2018–2024).

Report RAI, puntata “I debiti degli altri” (2019).

Altroconsumo, articoli sul sovraindebitamento e sulla vendita dei crediti.

L’Espresso, inchieste 2020–2022 sui fondi speculativi che acquistano debiti italiani.

"Fonti: Banca d’Italia, BCE, EBA, D.Lgs. 385/1993, Legge 3/2012, Werner (2014), Minsky (1986), Stiglitz (2012), Caffè (1988), Il Sole 24 Ore".